• Ragazza offre sesso in cambio di "couchsurfing gratis": una tipica bufala da marketing online



    La bufala del "bedsurfing"

    Una bella ragazza cinese in shorts con un trolley e lo sguardo malizioso si offre sui social media: chi vuole essere il suo "ragazzo temporaneo" e darle un posto in cui dormire? In cambio lei è disposta a fare tutto, ma proprio tutto. Anche quello, ovviamente. Requisiti: devi avere meno di 30 anni (lei ne ha solo 19), deve essere più alto di 1,75m e devi essere relativamente facoltoso.

    Scattano subito le offerte in tutte le città della Cina, e con esse partono le critiche, lo scandalo e gli alti lai di chi denuncia un caso di prostituzione occulta (ma non troppo). La notizia filtra all'estero, complice il solito Mirror, e viene ripresa da tutti i canali possibili e immaginabili qui in Occidente. Però la verità è che chi è stato rapido con mouse e tastiera a esprimere disappunto e disgusto (o anche connivenza) è - lasciatemelo dire - un pollo. Lo dico con benevolenza, badate bene: più è lontana la fonte, più siamo disposti a berci fandonie colossali e io sono il primo a farsi fregare spesso.

    Tutta una bufala, ed è pure pubblicità

    La bufala del "bedsurfing"

    La sbarazzina teenager Ju Peng, protagonista di questa storia, è un'attrice reclutata da Youjia. Si tratta di una app cinese pronta a partire all'arrembaggio nel mondo del dating online con questa campagna di marketing, che è tanto strampalata quanto d'effetto. Youjia, come avrete forse potuto intuire, è una copia abbastanza spudorata di Tinder, solo rivolta ad un pubblico cinese. E i ragazzi ricchi e sotto i trent'anni richiesti come "boyfriend temporanei" sono il tipico pubblico di questa app. Anche se ci chiediamo come mai invece nelle screenshot ci siano SOLO donne…

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    La campagna lasciava pochi indizi per divinarne la natura provocatoria (e provocatrice). L'annuncio della ragazza è comparso su una costola di Weibo, motore di ricerca importantissimo per il gigantesco traffico cinese, ed è stato ripreso da articoli fasulli che narrano le salaci imprese di Ju Peng, tutti scritti dalla penna ribalda dello sviluppatore o degli esperti di marketing assoldati allo scopo.

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    Alle autorità locali la storia invece non è andata tanto giù, e gli ufficiali cinesi sanno manifestare molto bene la propria disapprovazione: "L'azienda ha superato i limiti" è la comunicazione secca, inferocita dell'Ufficio Statale per le Informazioni su Internet. Pronti a chinare il capo, gli sviluppatori hanno detto di essere impegnati a rimediare ai propri sbagli e lavorare per ottenere il perdono dei commissari ufficiali.

    Francamente, il loro "pentimento" mi pare un po' tardivo, anche perché quella di Ju Peng è solo una delle storie fasulle, tutte piuttosto ribalde, pubblicate per conto di Youjia, che oggi conta 30 milioni di utenti, una goccia nel mare della popolazione cinese. Ma dopo tutto farsi strada nel mondo degli appuntamenti online non è così facile.

    Via | Chinatopix

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